Schlein bloccata dai deputati

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Schlein bloccata dai deputati
Schlein bloccata dai deputati

Nel cuore palpitante della politica italiana, il nome di Giorgia Meloni riecheggia con frequenza e intensità. Ma c’è un aspetto peculiare che ha catturato l’attenzione di chi la segue: la sua apparente assenza ricorrente nelle assemblee parlamentari. Che cosa si nasconde dietro questo copione quasi teatrale?

Immaginate di sedervi comodamente in un teatro strapieno. Gli spettatori aspettano impazienti un’esibizione, ma il sipario resta chiuso. Questo è un po’ quello che accade nel Parlamento italiano ogni volta che la Presidente Meloni decide di non apparire. L’ultima volta che il suo sguardo ha incrociato quello dei suoi colleghi risale a dicembre scorso. E qui, la chaire si fa davvero bollente quando qualcun altro prova a riempirla, come se fosse lo spettro di un attore assente.

La questione non è solo una questione di presenze, ma anche di ascolto. Cosa significa chiedere un ‘silenzio rispettoso’ se coloro che dovrebbero parlare e ascoltare sono assenti? Questo è esattamente ciò che succede quando il dialettismo politico si trasforma in un mormorio inaccettabile. Quando l’oratore si rivolge al pubblico, sembra quasi di sentire un docente che cerca di calmare una classe turbolenta. Un esercizio di controllo, certo, ma anche di retorica politica e di rispetto istituzionale.

Ed è in questo tumulto che emergono figure come Elly Schlein, che si presentano con disciplina e determinazione. Rendono il contrasto tra ‘lì ed altrove’ ancora più evidente grazie alla loro costante presenza. Un po’ come un’artista sempre pronta per l’overture mentre altri mancano all’appello.

Ma perché tutto questo clamore? Perché, ci si chiede, Meloni appare e scompare come una figura elusiva? Questo è un intrigante enigma che suscita discussioni animate non solo nei corridoi del Parlamento, ma anche nelle case degli italiani. Sono domande che echeggiano su un’onda invisibile, sollevandosi di volta in volta nella speranza di una risposta, un chiarimento, o chissà, una semplice presenza più tangibile.

In un mondo sempre più globale, la trasparenza politica è essenziale. La gente vuole vedere i propri leader, sentirli, sapere che esistono non solo nei discorsi ufficiali o nelle sacre stanze del potere, ma anche nelle assemblee dove ogni parola è una piccola pietra che contribuisce a costruire il futuro di una nazione.

Con occhi vigili, il popolo osserva. E, aspettando la prossima mossa da un governo che sembra spesso impegnato in una partita a scacchi, resta un’unica, semplice domanda: dove è Meloni in tutto questo?

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