Angela Nisi a “Periferia del tempo”

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Immaginate di essere immersi nel mondo del silenzio, un regno spesso trascurato ma essenziale per interpretare le emozioni umane. Il silenzio non è solo l’assenza di suoni, ma un potente strumento che connette il respiro e l’emozione, ingredienti indispensabili per ogni interprete.

Osserviamo l’artista impegnato nella sua partitura. Ci si potrebbe illudere che si limiti a seguire le note scritte dal compositore: niente di più lontano dalla realtà. In effetti, proprio come un pittore possiede una tavolozza piena di colori, così l’interprete ha a disposizione un’infinita gamma di pause e tempi da assaporare. Quella pausa tra una frase e l’altra non è un mero vuoto, ma un ponte che collega mondi emotivi diversi.

Le pause, questi momenti di silenzio, sono come la tela su cui dipingere un repentino cambiamento emotivo. E proprio come un mago utilizza la sua bacchetta magica, così l’interprete impiega il silenzio per trasformare un semplice sguardo, portando l’ascoltatore in viaggio.

Ma come fa un interprete a padroneggiare questo strumento quasi magico? Necessita di esplorare i suoi silenziosi recessi esistenziali. Non basta eseguire una miriade di note velocemente; occorre riflettere, allontanarsi dalla frenesia della vita moderna, quell’inesorabile tritacarne contemporaneo che divora tutto celermente.

In questo ritiro, l’interprete ascolta non solo se stesso, ma anche gli altri – perché il silenzio è anche un’opportunità per prendere coscienza del suono attorno a sé. Come un mare calmo, il silenzio permette di percepire ogni increspatura, ogni cambiamento nel vento emotivo.

Quindi, la prossima volta che pensi al silenzio, chiediti: non potrebbe essere il silenzio la chiave per una connessione più profonda, non solo con gli altri, ma con te stesso?

  • Respiro e silenzio: alleati dell’emozione
  • Strumenti dell’interprete: pause e riflessione
  • Riflessione e distanziamento come veicolo di autenticità

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